La provincia viene comunemente intesa
come zona periferica, subalterna e dipendente rispetto a un centro cittadino
che è considerato il motore della società e quindi il luogo ove il progresso,
non solo in campo economico ma anche in quello intellettuale, nasce e si
sviluppa.
Anche lo sguardo dello studioso di provincia,
viene considerato opaco in ampiezza ed estensione e forse in un certo senso ciò
è vero, tuttavia il suo sguardo, può anche brillare per profondità ed acutezza
analitica.
La verità, come sempre sta nel mezzo, nel
senso che non bisogna cadere nel provincialismo, e cioè in una situazione di
beato isolamento subalterno e perdente, rispetto ai centri cittadini, ma
occorre che lo studioso di provincia si ponga in relazione con i centri
culturali delle città, in modo da allargare i suoi orizzonti e nello stesso
tempo permettere quello scambio che renderebbe ininfluenti i condizionamenti
geografici.
A tal proposito Leonardo Sciascia diceva
: “Provincialismo non è il vivere in provincia e il fare della provincia
oggetto di rappresentazione : provincialismo e il serrarsi nella provincia con
appagamento, con soddisfazione, considerando inamovibili ed impareggiabili i
modi di essere, le regole, i comportamenti; e senza mai guardare a quel che
fuori della provincia accade senza riceverne avvertimenti, stimoli,
provocazioni al pensare feconde, alla visione della realtà fermentante”.(
Sciascia 1989:111)
È vero che in passato coloro che si sono
adoperati nella ricerca della memoria popolare erano per lo più esponenti
dell’aristocrazia agraria, o della media borghesia locale che, sentendosi
minacciati nel proprio sistema di valori e stile di vita dallo spirito dei
tempi nuovi, guardavano l’universo del mondo culturale dei ceti popolari con
toni ora romantici, ora paternalistici, ora nostalgici, ora moralistici, con lo
scopo di conservare quel mondo popolare per preservare il loro stesso mondo.
L’opera del Pitrè in collaborazione con numerosi
studiosi siciliani contribuì all’opera di demolizione della tradizione
municipalistica ed alla elaborazione dell’articolato panorama politico e
sociale della nuova Italia.
Oggi il significato del rinnovato
interesse verso le tradizioni popolari, è motivato dal grande richiamo
turistico, che tali manifestazioni esercitano ed in regioni come la Sicilia a
grande vocazione turistica e fortissima disoccupazione è auspicabile che queste
vengano sempre più rivitalizzate anche come prospettiva di lavoro oltre che per
l’intrinseco interesse culturale.
A Giardinello oltre alla festa
tipicamente religiosa del SS. Crocifisso, che si tiene nel mese di Agosto e che
è caratterizzata dalla processione, dai giochi d’artificio e dalle serate
musicali, vanno pure ricordate molte altre ricorrenze tradizionali che mostrano
interessanti peculiarità alcune delle quali rimangono ormai solo nel ricordo
dei più anziani.
L’ANTICA
TRADIZIONE DEI “VECCHI FUSI”
RICORRENZA
DELLA MADONNA DELLA S. CROCE
L’UCCISIONE DEL GALLO A
GIARDINELLO
NATALE
E REALIZZAZIONE DEL PRESEPE VIVENTE