Il TERRITORIO DI GIARDINELLO E DEI COMUNI LIMITROFI

AGLI ALBORI DELLA STORIA

Più di tremila anni fa intorno al 1600 a.C., il territorio di Giardinello e dei Comuni limitrofi era ampiamente abitato sia perché ricchissimo di sorgenti d’acqua sia perché la lussureggiante vegetazione, conseguente all’abbondanza d’acqua serviva a sua volta da riparo e da nutrimento per un’altrettanto abbondante fauna costituita da: "buoi primigeni, cavalli striati, folti branchi di cinghiali e di altri animali selvaggi".

Perfino gli elefanti erano presenti in questo territorio ed antichi ritrovamenti di ossa di tali animali, sia a Sagana come pure all’interno di una grotta detta "La Longa" nel territorio di Capaci, hanno pure alimentato la fantasia di tanti che hanno parlato della presenza nell’antichità di uomini giganteschi.

In particolare la fessura per la proboscide in un cranio di elefante, ritrovato a Sagana nei primi anni del XIX secolo fu interpretata come la cavità di un bulbo oculare nel cranio di un ipotetico ciclope di omerica memoria.

In epoche ancora più remote in Sicilia erano presenti elefanti nani e resti di tali animali sono stati rinvenuti nel 1849 in una grotta nei pressi di Monte d’Oro.

Resti umani risalenti alla preistoria sono stati trovati in alcune grotte di Sagana ed a tal proposito sarebbe auspicabile che venissero promosse delle campagne di scavi al fine di creare, con gli eventuali reperti trovati, un museo comunale, possibile meta per i turisti.

Resti abitativi, per così dire, più recenti ma non meno importanti sono assai numerosi nel territorio di Giardinello (a Sagana) ma anche nel territorio dei comuni limitrofi (su Monte d’Oro, in località "manicu di quartara", sul monte Palamita, alla Ciammarita ecc..). Reperti provenienti da Sagana e da Monte d’Oro sono conservati al Museo Nazionale di Palermo.

Su Monte d’Oro, la montagnola conica alta circa 600 metri che sovrasta il Comune di Montelepre, gli Elimi edificarono un Cronio di cui ancora rimangono i resti e nella collina di fronte al monte, in contrada "Manicu di quartara", è localizzata la relativa necropoli.

Circa l’identità di queste città una delle ipotesi più accreditate è che essa fosse l’antichissima città elima di Hyccara che aveva il suo centro religioso e politico sul monte ed un piccolo villaggio adibito a centro commerciale chiamato pure Hyccara localizzato nella fertilissima vallata di Carini.

In effetti viene riferito dagli storici antichi che gli abitanti del villaggio della piana di Carini fuggirono sul monte in seguito all’attacco nel 418 a.C. da parte degli ateniesi Nicia e Lamaco, che erano alleati di Panormo, Mothia, e Segesta mentre Hyccara era alleata di Catania, Selinunte e Siracusa.

Popolazioni troiane sbarcarono in Sicilia intorno al 1270 a.C. nella parte occidentale dell’isola che era meno abitata e quindi 85-86 anni prima dell’eccidio di Troia e 5 anni prima dell’arrivo dei Siculi.

Una parte di essi si localizzo nei dintorni di Erice già esistente, altri giunsero fino al monte Palamita su cui edificarono un Cronio chiamato Elima e nel tempo altri ancora si spinsero fino a Solunto.

I Sicani che già abitavano tali zone li accolsero di buon grado ed intrecciarono con essi ottimi rapporti.

Dopo la distruzione di Troia nel 1184 A.C. molti profughi guidati da Egesto e da Elimo raggiunsero le coste della Sicilia sei mesi prima dell’arrivo di Enea e furono festosamente accolti dalle popolazioni locali con cui presto si fusero avendo essi la stessa origine.

Enea assegnò ad Aceste la maggior parte delle terre mentre ad Elimo concesse l’onore che i troiani si chiamassero Elimi.

Aceste dopo la morte di Enea fece uccidere Elimo e dopo la sua morte i suoi seguaci si sottomisero ai più potenti vicini, mentre gli insediamenti abitativi in località Ciammarita come pure quelli sul Monte Palamita, sul Monte d’Oro e sul monte Castellaccio a Sagana perdettero via via la loro importanza.

Sorvoliamo, anche per l’esiguità del materiale a disposizione, sulle successive vicende storiche e sulle varie dominazione succedutesi in Sicilia che certamente hanno lasciato i loro segni anche nel nostro territorio, per giungere al 1352 quando cominciano ad aversi i primi documenti attestanti la proprietà del feudo di Giardinello.