LA TRADIZIONE NEL GIOCO

 

     Forse i computer ed i giochi elettronici sono certamente utili a sviluppare altre capacità nei giovani ma solo se viene lasciato spazio a giochi dove la socializzazione, il riso pieno e forse anche il pianto dei ragazzi sono il corollario di una “crescita” con gli altri.

     Se così non fosse i ragazzi tenderebbero ad isolarsi in un mondo virtuale alienante. Per non parlare poi del costo di tali giochi che costringe molti genitori a grandi sacrifici per accontentare i figli.

     Ecco perché tali giochi tradizionali non debbono essere dimenticati ma anzi incentivati proprio per il loro valore educativo oltre che per l’aspetto turistico che comunque non è da sottovalutare.

     Di tali giochi si omette la descrizione pratica perché molto noti.

     Verranno descritti invece tutta una serie di giochi che sebbene poverissimi riportano alla memoria degli attuali quarantenni sensazioni di grande divertimento, bastavano poche pietre, un pezzo di corda oppure un fazzoletto per far divertire gruppi di ragazzi.

     Alcuni di questi giochi erano prettamente maschili o femminili altri invece erano comuni ai due sessi.

     Tra i giochi più diffusi si ricordano i seguenti: il gioco della corda, “au fazzuliettu”, alle “putiare”, “o marunieddu”, “a quattru e quattru ottu”, “a li quattru cantuna”, “battuni”, “ammucciarieddu”, “ai pisuli”, “ppaa”, mosca cieca.

L’ALBERO DELLA CUCCAGNA Immagine

QUATTRU E QUATTRU OTTU

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IL GIOCO DELLA CORDA

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MARUNIEDDU

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PISULI

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QUATTRU CANTUNA

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MOSCA CIECA

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ALLE  PUTIARE

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PPAA

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STRUMMULA

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BATTUNI

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SCANNIEDDU

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AMMUCCIARIEDDU

Immagine FIRRIUOLO Immagine

FAZZULIETTU

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