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VINCENZO MISURACA
Ci scuseranno tanti che per titoli accademici o per altro
hanno superato questo figlio di Giardinello e che
certamente avrebbero titolo per essere menzionati, ma nessuno a nostro parere
lo ha superato nella laboriosità e nell’impegno per
migliorare questa comunità.
A Lui è stato è stata dedicato un piccolo riconoscimento, a
futura memoria, che gli amministratori locali assegnano ogni hanno agli
studenti che concludono il ciclo scolastico
(Elementare, Media, Superiore e Università) con il massimo del risultato.
Era un impiegato del Comune di Giardinello,
dove dimostrò cosa significa essere al servizio degli altri. La burocrazia per
lui non era un enigma e non c’è cittadino di Giardinello
che non gli abbia chiesto ed ottenuto qualcosa.
Egli nacque a Palermo il 7-11-1946 e
morì prematuramente il 4-8-1997 compianto da tutti.
Una voce amica
Queste
poche righe non hanno nessuna pretesa,ma sono
semplicemente una verità che sento e che voglio dire.
Esse sono come un
piccolo fiore che sboccia con calma,fiorisce
dischiudendo il suo profumo che si espande nell’aria. La mia è una voce tra
tante che si leva per far riscoprire il volto e qualche tratto di questo figlio
di Giardinello scomparso così prematuramente.
Parlare di Vincenzo è
ben giusto farlo per i valori eterni nei quali Vincenzo ha impostato la sua
vita: la fede in Dio, l’amore per il prossimo,l’amicizia,l’amore
per la natura,la pace,il dialogo,la libertà….E’ giusto farlo per scuoterci da
un certo quieto vivere, che può tramutarsi in indifferenza ed ingratitudine;perché non passi nella
dimenticanza come tante altre persone generose e altruiste che hanno
amato la comunità nella quale sono vissute e che spendendosi, donandosi a piene mani , senza
avarizia e senza risparmio e ricevendo a
loro volta hanno scoperto sempre più se
stessi, la loro vocazione, aprendosi sempre più agli altri alla vita a
Dio, lasciando cosi’
la loro impronta in essa.
Fino ad oggi nella
nostra comunità di Giardinello non abbiamo conosciuto
ed apprezzato tante persone come Vincenzo la cui fede semplice ed umile ha arricchito la nostra; persone che si sono rivelate
autentiche personalità che hanno vissuto in pienezza la loro testimonianza di
vita,di fede. Persone piene di speranza,
di amore, di fede, che anche nelle difficoltà,nella
sofferenza e nel dolore si sono affidate a Dio perché confidavano pienamente in
Lui e nelle Sue promesse.
Fiori e frutti di
santità di amore, di libertà, di giustizia e di
pace,germogliati e maturati nella nostra comunità di Giardinello.
La Fede è dono che deve diventare come per Vincenzo, luce per la propria vita e
quella per gli altri. La fede non serve a rendere tranquilla l’esistenza
terrena ma per impegnarla, per attuare in noi stessi e negli altri una graduale
liberazione.
C’è bisogno di persone
come Vincenzo dotate
di una forte personalità, di un carisma non facilmente addomesticabile, dotate
di un gran senso della giustizia battagliero nelle lotte sociali e politiche.
Persone che sanno
vedere con occhi nuovi che contagiano con il loro entusiasmo e la loro
vivacità, che fanno scoprire il grande potenziale di
bene e di capacità racchiuso in ognuno di noi. Persone che sanno accogliere,rispettare e valorizzare gli altri. C’è bisogno di persone
come Vincenzo che con
la loro freschezza, con la loro irruenza, persino, con la loro disarmante
innocenza e ingenuità,con la meraviglia della scoperta portino una ventata di
aria fresca che risveglino i
sonnacchiosi dalla loro egoistica pigrizia, scuotano i torbidi.
Persone che pongono le
vere e scottanti questioni, non quelle artificiali e prefabbricati,che portano una parola insolita e che sanno dilatare gli
orizzonti ristretti delle comunità in cui sono chiamati a vivere.
Vincenzo sentiva
fortemente,credeva e viveva il valore dell’amicizia
che per lui era sincerità, autenticità,rispetto, fedeltà, sentimento sacro,
dono non da accumulare ma da condividere. Per lui essere amico, avere degli
amici era fondamentale perché ha sempre guardato se stesso e gli altri,gli amici, come luoghi in cui crescere in
consapevolezza,luoghi sacri in cui si incontra Dio. Umiltà e povertà sono
stati un tratto caratteristico della sua personalità. E’ mentalità diffusa tra
noi e lo è sempre stata che per poter incidere nella società bisogna contare
qualcosa o essere qualcuno. Contare significa avere potere,significa
avere qualche immunità che deriva dalla propria o altrui autorità. Insomma,
bisogna essere potenti o esserlo per la protezione dei potenti. Non è così e
sbaglia chi la pensa in questo modo. La vera povertà, la vera
umiltà non è la rinuncia ai beni materiali, ma la rinuncia ad ogni possibilità
di contare. Chi è veramente umile sa avvicinarsi ai fratelli con umiltà per
condividere la grande ricchezza che ha:Dio.
C’era in Vincenzo, e
chi lo ha conosciuto lo sa, questa umiltà, questa
positiva disposizione interiore di abbandono di ogni forma di sicurezza di
boriosità, di autosufficientismo orgoglioso,per fare spazio,invece,alla
fiducia incondizionata in Dio e alla sua Provvidenza. Un lasciarsi fare e amare
da Lui. Umiltà vera quella di Vincenzo, quella che fa
dire con semplicità”siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare”.
E’ tutt’altro che disimpegno.
E’dedizione che non cerca riscontro di ricompense umane perché il premio vero
sta già nella possibilità che ci è offerta di servire
e di essere utile agli atri. Vincenzo non contava nulla,e
ha rinunciato ad ogni possibilità di contare ,se questo voleva dire lasciarsi
piegare,assoggettare,ridurre a vile silenzio. Soleva dire:”BISOGNA
REGALARSI,DONARSI,MAI VENDERSI”, non ha subito il fascino del potere del
prestigio, del denaro. L’amore per la verità, il servizio alla verità non gli
ha permesso di rendersi complice dei furbi, di chi domina la scena, di chi si
serve di mezzi disonesti e metodi prepotenti pensando di compiere opere buone,
di non farsi irretire da loro, di inchinarsi al potere e agli interessi di
parte .
Ha sempre avuto il
coraggio di dire la verità anche a chi non la gradiva
troppo .
Vincenzo ha
testimoniato la propria fede cristiana semplicemente prendendosi a viso
scoperto le proprie responsabilità pronto a pagare di
persona sempre camminando e stando dalla parte degli ultimi. Non sopportando
chiusure individualistiche non cercando il consenso, l’applauso, l’ammirazione
degli altri ma il servizio al
vero bene del suo prossimo, amandolo come e più di se stesso.
Testimoniare la propria fede ha significato per Vincenzo avere la missione
scomoda di non tacere mai, di essere coscienza critica
di leggere con lucidità e senza ipocrisia la storia sociale politica e
religiosa della comunità nella quale è vissuto; di denunciare furviamenti e illegalità ma anche di chi sa infondere
entusiasmo,fiducia e coraggio nei momenti di difficoltà e di crisi.
Testimoniare i valori in cui credeva ha significato per lui a volte umiliazione,derisione accettare di essere relegato nella
“minoranza”,soffrire solitudine,essere isolato,compatito ,lasciato gridare nel
deserto.
Egli ha cercato e voluto fortemente sempre il
buono, il bello ciò che è semplice e pulito, onesto in sé e negli altri e
soprattutto ciò che crea comunione senza barriere,gioia
,festa!!
La sua forza proveniva
da una grande ricchezza di amore e di vita spirituale
che gli faceva avere occhi per vedere i bisogni e le esigenze degli altri,cuore
per condividere gioie e le sofferenze, specialmente di chi è derubato dei
propri diritti e dignità chi non ha consolazione e amore; mani per donare e per
non stancarsi delle fatiche altrui, tenacia e perseveranza per creare o
spingere gli altri a creare servizi utili e strutture che permettono la crescita e il miglioramento
umano,sociale, culturale dell’individuo e della collettività. Mettendo a
servizio di questi ideali, tutti quei doni ricevuti da Dio, il suo impegno, la
sua fatica, l’intelligenza disegnando possibilità concrete di
attuazione adoperando strumenti,utilizzando tecniche legislative.
Non è possibile
arrivare a tutto e tutti: “fare poco e meglio di non
fare niente” questa era la sua frase ricorrente con la quale rispondeva a chi
tentava di dissuaderlo dal realizzare i suoi intenti.
Egli ha scelto il
fronte più congeniale dove poter rendersi utile:
quello dei giovani spendendo per essi se stesso il suo tempo le sue energie le
sue risorse a vari livelli:materiale, psicologico, sociale, educativo,culturale
ricreativo, sportivo e naturalmente
anche religioso. Mediante il suo lavoro al Comune,come
ufficiale di stato civile, anagrafe,servizi sociali come sindacalista, come
società sportiva,circolo culturale, azione cattolica, Pro Loco, scuola,
comitato feste patronali e via di seguito. Egli era dovunque
e ovunque c’era da lavorare e adoperarsi per la crescita umana, sociale e
culturale dei giovani riuscendo a invogliarli allo studio e trasmettendo loro
il gusto del sapere. Egli si è sempre prodigato a stimolare,sostenere
e convincere i genitori a permettere i figli di continuare gli studi superiori
e universitari, a offrire loro mezzi educazione e formazione. Occorre
domandarsi che piuttosto che l’ufficialità le
complesse artificiosità dei discorsi e dei dotti ragionamenti non sono, invece,
la franchezza l’autentico anticonformismo il coraggio della testimonianza e di
portare avanti le proprie idee,la semplicità,l’immediatezza,la rude
schiettezza, doti di Vincenzo, uno dei modi più adatti per educare i giovani ai valori più belli e
puri.
In una società che ci
fa credere che siamo tutti uguali e condizionabili, che ci tratta da utenti
numerari da consumatori senza volto, Vincenzo ci ha fatto avvertire la
necessità di rivendicare la straordinarietà dell’essere, l’impossibilità di
renderlo massa o copia in serie e capire che c’è spazio per tutti che ognuno di
noi ha una missione,un incarico da compiere, lo sappia
o no .
Essere come Vincenzo
operatore di libertà in un a società sempre più opulenta e calcolatrice, dove
la furbizia viene sopravvalutata è una missione
fondamentale: cercare insieme agli altri risposte responsabili affinché ogni
individuo possa essere solo se stesso e affermare tutto se stesso e rendere più
consapevoli soprattutto i giovani di stare sempre allerta, di non abbassare mai
la guardia per non cedere alle sottili trappole delle gratificazioni economiche
e sociali, della superficialità che bisogna contrastare tutto ciò che tenta di
pianificarci di renderci uguali agli altri, di programmarci di toglierci la
nostra originalità e libertà. Lottare
contro le forze tendenti a farci regredire a renderci passivi e a farci stare
in balia degli altri per affermare,invece, la nostra
personalità con la sua creatività,la sua peculiarità. Vincenzo si è scelto la parte
migliore che non gli sarà tolta, quella che ci fa accedere al mondo delle
realtà superiori,quella in cui ci è a data di fare la scommessa più grande ed eroica : vivere
con fede, speranza, nonostante ostacoli,difficoltà, impedimenti, problemi, la nostra
vita di tutti i giorni cercando di capire e realizzare ciò che Dio vuole da
noi, trasformando come ha fatto
Vincenzo il bianco
opaco delle abitudini, dei rapporti con gli altri, del nostro lavoro, degli
impegni privati e pubblici in un coloratissimo tessuto di numerose invenzioni, di inesauribili
donazioni
E’ qui che oggi, più
che altrove giochiamo il nostro destino di uomini e
donne: scegliere come Vincenzo di essere presenza amica e fraterna voce che
tiene desti che sprona ad uscire dal proprio individualismo e conformismo per
lasciarsi coinvolgere personalmente ad una partecipazione attiva alla vita del
proprio ambiente, ovunque ci siano carenze di vita, situazioni di manipolazioni
compromessi e strumentalizzazioni. Voce amica e fraterna quella di Vincenzo che
ci invita a non farci assorbire totalmente da ciò che
è marginale nella vita e dalle sue
esigenze. Voce che ci sprona
a non adattarci alla mediocrità, a non cedere alla rassegnazione a essere
coerenti;che ci fa capire che non possiamo comodamente acquartierarci nei
nostri piccoli angoli di mondo dando agli altri soltanto le briciole della
nostra vita tranquilla e soddisfatta solcando di rughe il volto delle giovani
generazioni. Voce la sua, che ci richiama alle nostre responsabilità e capacità molto spesso sepolte
nel torpore e nella pigrizia.
Voce che sprona a
cercare insieme, progettare
insieme, sacrificarsi insieme, ognuno nei limiti delle sue capacità ,dei suoi
passi quotidiani un esistenza che dia speranza,amore e gioia a che ci sta accanto
e che ci fa ancora credere che sia possibile vivere tra persone non amanti
della furbizia, della falsità, ma che della chiarezza,dell’autenticità,
dell’onestà, della verità, della pace. Valori questi che pagano sempre anche se
con un po’ di ritardo
che ci fanno ancora credere nella purezza dell’aurora che
rifrange nella rugiada i raggi del sole che nasce.
Grazie Vincenzo per
questa tua testimonianza di vita così luminosa!
La tua vita e il tuo
esempio ci fanno capire e ci indicano che vi è una via
già su questa terra che è quella della luce, che occorre percorrerla e arrivare
fino alla meta: operando e adoperandosi attivamente, esortando,
edificando,incoraggiando, sostenendo per mezzo della parola e lavorando con le
proprie mani come hai fatto tu. Sempre.
Tu ci fai capire che vi
è l’urgenza di “fare il bene verso tutti finchè ne abbiamo l’occasione propizia “. Ogni giorno che Dio ci
dona dobbiamo viverlo nell’urgenza ogni istante del presente e che la felicità
non consiste in ciò che si ha ma in ciò che si è. Non
è felice chi ha ciò che vuole in ricerca frenetica e insaziabile, ma che vuole
ciò che ha.
Siamo chiamati alla
felicità qui ed ora,amati da Dio nella nostra umanità
e a costruire oggi il suo Regno. Egli è la speranza dell’oppresso, perché
l’oppressione, il dolore ci sono, esistono ma saranno
sconfitte e noi siamo chiamati a collaborare a questo disegno di Dio con la
grazia che Egli ci dà superando il male e convertendolo in bene .
Non basta,infatti, riconoscere i propri errori le proprie colpe,
occorre mettersi in discussione,maturare in sè il
desiderio di riparare e soprattutto di togliere le cause che hanno portato a
sbagliare non ripetendo gli stessi errori,spegnendo e tarpando le ali di altri
giovani che come Vincenzo sono portatori di novità e di belle speranze!!
Vincenzo tu sarai sempre giovane
fra i giovani perchè possiedi quello che dei giovani è la forza e la bellezza:
la capacità di rallegrarsi per tutto ciò che comincia, di darsi senza ritorno,
di rinnovarsi e ripartire sempre per nuove conquiste. Anche se non fisicamente,
tu sarai sempre con noi e ogni volta che batteremo un pugno per gridare basta all’ ,all’ingiustizia,alla sopraffazione ,
all’indifferenza
,alla superficialità ,al cinismo e all’ignoranza,tu sarai li.
Tocca ora a noi ridar
vita gli ideali più grandi nei quali tu Vincenzo hai creduto e impegnarci
coraggiosamente per rigenerare le comunità nelle quali viviamo,affinché siano sempre più tese all’amore, alla giustizia
alla fratellanza e alla pace. E così,essere come te un
dono per gli altri,per chi incontreremo lungo le strade della nostra vita.
M.
M.
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